Alle pendici dei Monti Nebrodi, situati nella parte settentrionale della Sicilia, sorge Sant’Angelo di Brolo un antico borgo che deve le sue origini ai Normanni.
Nel 1950, in questo luogo contraddistinto da temperatura, umidità e ventosità ideali per la stagionatura degli insaccati, Gaetano Rifici apre una piccola macelleria di paese.
A partire dai saperi e dalle tradizioni locali, Gaetano perfeziona la sua ricetta per il Salame Sant’Angelo, una specialità ereditata dai normanni ottenuta dalla lavorazione di tagli pregiati del suino.
La lavorazione del Salame di Gaetano Rifici conquista in poco tempo anche i palati più esigenti e da inizio a una lunga tradizione di salumi che condurrà la macelleria di paese verso una crescita virtuosa.
La tradizione paesana dal 1950 ai giorni nostri: oltre 70 anni di passione per i salumi
Grazie al duro lavoro di Gaetano – oggi soprannominato dai suoi eredi “Nonno Tanu” – le specialità di Sant’Angelo Brolo hanno raggiunto nuovi orizzonti e sono stati esportati anche all’estero.
Nel 1991, Anna, la figlia di Tano, entra a far parte dell’attività di famiglia a supporto della costante crescita di volumi richiesti, portando con sé nuove idee e stimolanti obiettivi da raggiungere.
Grazie alla presenza di Anna e il marito Salvatore, che insieme decidono di rilevare l’azienda di famiglia, ha così inizio la nuova generazione Caputo, in cui il meglio della tradizione salumiera incontra le moderne tecnologie in ambito alimentare per offrire una varietà sempre più vasta di prodotti della salumeria siciliana genuina e di alta qualità.
Nel 2006, la nuova gestione Caputo ottiene il riconoscimento del marchio IGP a tutela del salame Sant’Angelo, e così la specialità di famiglia viene riconosciuta come una specialità unica in tutto il mondo.
Questo patrimonio è giunto ai nipoti di Gaetano, Michela e Gaetano Caputo, che oggi aprono le porte della loro azienda per raccontare una storia di famiglia.





